|
Spoleto è la cornice migliore per
ammirare scorci e paesaggi dipinti dalla natura e dalla storia : la sua
piramide di case, il labirinto dei vicoli, le piazze chiare, la solennità
del Duomo, la Rocca trecentesca e le dodici Vaite che alla fine del 1200
dividevano la città :

Città pittoresca e
austera, con una storia antichissima, che occupò in diversi periodi un posto
di rilievo nel quadro generale delle vicende d'Italia, oggi Spoleto e' uno dei
principali centri turistici dell'Umbria, oltre che per l'importanza dei suoi
monumenti archeologici, altomedievali e rinascimentali, per le interessanti
manifestazioni culturali che vi si svolgono quali, tra le altre :
Spoleto
Festival , la
Stagione Lirica Sperimentale, la
Settimana di Studi sull'Alto
Medioevo.
Ogni anno, tra la fine di giugno e la prima metà di luglio, Spoleto
diventa un enorme palcoscenico internazionale, con prime di musica,
teatro, danza, rassegne cinematografiche e mostre d'arte. "Babylon
or bis universus" tutto il mondo è una Babilonia, recita un
motto latino sulla finestra di Giancarlo Menotti, il fondatore
del "Festival dei Due Mondi": e nessuna altra frase
potrebbe essere più indicata per descrivere questa pittoresca cittadina
dell'Umbria, ma spente le luci di questa grande manifestazione, una
visita a questi magnifici luoghi continua ad essere uno spettacolo
indimenticabile.
Il comprensorio comprende i comuni di :
Spoleto,
Campello sul Clitunno,
Castel Ritaldi,
Giano dell'Umbria
e la località di
Monteluco.
La storia di Spoleto affonda le sue radici in un
periodo ben anteriore alla fondazione della stessa Roma, cui fu
assoggettata a seguito della battaglia del Sentino (295 a.C.); trasformata
quindi in colonia romana con il nome di Spoletium, la città si dimostrò
fedele alleata di Roma soprattutto in occasione dell'incursione in Italia
di Annibale, condottiero dei Cartaginesi.
Dopo aver sconfitto le guarnigioni romane presso il Trasimeno, Annibale fu
fermato nella sua rapida avanzata verso Roma proprio dalla strenua
resistenza opposta da Spoleto, e le ingenti perdite riportate lo indussero
a deviare con le sue truppe verso il Piceno e la Puglia. Questo importante
episodio storico testimonia della grande organizzazione strategica,
militare ed economica raggiunta da Spoleto sin dalla più remota antichità,
confermata dalla sopravvivenza fino ai nostri giorni di oltre due
chilometri di cinta muraria risalente al VI-V sec. a.C..
Trasformata in
municipio romano, Spoleto divenne ben presto rinomato luogo di
villeggiatura per la ricca borghesia romana, che edificò nell'area
numerose ville, in particolare in prossimità dei numerosi corsi d'acqua
presenti. A questa epoca risalgono alcune importanti testimonianze
architettoniche, quali l'Arco di Druso e Germanico (risalente al 23 d.C.),
una casa che appartenne, secondo la tradizione, alla madre dell'imperatore
Vespasiano, un teatro ed un anfiteatro edificati rispettivamente nel I e
nel II sec. d.C.; fu lo stesso imperatore Teodorico ad ordinare la
bonifica dei sottostanti territori della valle del Clitunno.
Ben presto Spoleto divenne sede episcopale e sviluppò una solida
organizzazione ecclesiastica, influenzata tra l'altro da elementi
orientali dovuti alla presenza sul Monteluco di una colonia di monaci
siriani, ivi stabilitisi sin dai primordi dell'epoca cristiana.
Passata sotto la dominazione longobarda, la cui giurisdizione si estendeva
dalle coste dell'Adriatico al fiume Tevere, Spoleto continuò ad esercitare
un ruolo politico di fondamentale importanza, divenendo sede di uno dei
più importanti ducati d'Italia. Nel successivo periodo di dominazione
la città fu governata dal duca Guido, che ottenne nell'891
l'incoronazione ad imperatore da parte del papa; alla morte del figlio
Lamberto (898) la corona imperiale emigrò definitivamente dall'Italia.
Particolarmente importante per i successivi sviluppi della storia di
Spoleto fu la conquista e la successiva distruzione della città operata da
Federico Barbarossa (1155). A quel tempo Spoleto era uno dei più ricchi
comuni autonomi del Centro Italia, ma l'episodio ne ridusse di parecchio
tanto il ruolo quanto la vitalità politica ed economica, e fu presupposto
essenziale per una progressiva sottomissione allo Stato della Chiesa:
Gregorio IX ottenne dall'imperatore Federico II il definitivo
riconoscimento della sovranità della Chiesa su Spoleto nel 1231, e il
ducato fu soppresso nel 1247.
Nel 1362 il cardinale Albornoz, che aveva scelto di trasformare Spoleto in
caposaldo strategico per la riconquista dello Stato Pontificio nel periodo
delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, commissionò a Matteo Gattaponi la
costruzione della Rocca, imponente complesso difensivo che comprende anche
il celebre Ponte delle Torri.
Dopo pochi decenni la Rocca era già sede dei rettori del ducato, di norma
scelti dal papa fra i propri parenti più fidati (un esempio per tutti può
essere rappresentato dalla dinastia dei Borgia), nonché meta di frequenti
soggiorni degli stessi pontefici. La progressiva perdita di potere
politico della città è dimostrata dal fatto che già all'epoca di papa Pio
IV (metà XVI sec.) i rettori, non più scelti tra i parenti dei papi ma
comunque ecclesiastici di rango elevato, non governavano più direttamente
ma tramite luogotenenti.
Nel periodo della dominazione napoleonica (1809-1815) Spoleto assunse
nuovamente un ruolo da protagonista nella storia della Penisola come
capoluogo del Dipartimento del Trasimeno, un territorio che andava da Perugia a Rieti: il rinnovamento politico e sociale fu accompagnato da un
nuovo sviluppo edilizio, che perdurò anche successivamente, con il ritorno
alla giurisdizione pontificia.
Al tempo dei primi moti liberali furono molte le figure di spicco che si
distinsero nell'attività patriottica: tra questi vanno ricordati Pompeo di Campello (presidente della giunta rivoluzionaria del 1831 e ministro delle
armi del governo rivoluzionario del 1848) e Luigi Pianciani (gonfaloniere
di Spoleto nel 1848 e fiancheggiatore di Garibaldi nelle battaglie che
condussero alla conquista di Roma, di cui fu nominato primo sindaco nel
1871).
Nell'anno della conquista di Spoleto da parte delle truppe piemontesi
(1860), un affrettato riassetto amministrativo del nascente Regno d'Italia
le tolse il rango di capoluogo di provincia. Fino allo scoppio della prima
guerra mondiale la città conservò comunque intatte alcune importanti
prerogative: il Tribunale restava uno dei maggiori d'Italia, sia per il
vasto territorio di giurisdizione, che includeva anche la conca ternana,
che per il prestigio dei giudici; il Reggimento di Fanteria, il Distretto
Militare e la Scuola Allievi Ufficiali la rendevano uno dei principali
centri militari del Paese; la vita culturale, anche grazie alla presenza
di scuole di ogni ordine e grado compreso un prestigioso Liceo Classico,
continuava ad essere viva ed attenta ai progressi nel campo delle scienze,
dell'agricoltura, dell'archeologia e dell'arte; la circoscrizione
ecclesiastica era particolarmente vasta e ricca di personaggi di rilievo
anche in ambito nazionale; l'economia, basata sul commercio all'ingrosso
di olio ed altri prodotti alimentari, su di un cotonificio e su alcune
miniere di lignite, era piuttosto florida e Spoleto poteva fregiarsi di
essere la seconda città industriale dell'Umbria dopo Terni.
La Grande Guerra ed il successivo periodo di dominazione fascista videro
un progressivo esodo verso Roma delle migliori forze economiche e
culturali: la seconda guerra mondiale e la crisi delle miniere di lignite
scoppiata nel 1958 aggravarono ulteriormente la situazione, portando
Spoleto sull'orlo di un definitivo collasso economico e demografico.
Fortunatamente la realizzazione della superstrada che congiunge l'Umbria
Meridionale con Roma (la Somma) è intervenuta giusto in tempo per
scongiurare un isolamento che avrebbe entro breve provocato
un'irreversibile e definitiva decadenza, ed alcune intelligenti iniziative
nel campo culturale hanno fortemente contribuito al rilancio della città
: nel 1946 venne inaugurato il Teatro Nazionale
Sperimentale, nel 1951 fu la volta del Centro Italiano di Studi sull'Alto
Medioevo, infine nel 1958 ebbe luogo la prima edizione del
Festival dei
Due Mondi, rassegna mondiale di teatro, musica e prosa oggi tra le più
prestigiose e complete del mondo.

In realtà
Spoleto,
che ha attraversato spesso ruoli da protagonista con quasi tremila anni di
storia, non ha bisogno di patenti.
A documentare la
legittimità della sua vocazione artistica, sono sufficienti la presenza di
quattro spazi teatrali (tra romani e moderni), monumenti, musei e istituti
culturali.
-----
• Rocca Albornoziana
dal lunedì al venerdì 14.30 - 17.00 - sabato e domenica 10.00 - 17.00
(visita guidata + navetta)
• Duomo, Cattedrale di S. Maria Assunta
Piazza Duomo -
orari: 7.30 - 12.30 / 15.00 - 19.00
• Pinacoteca comunale -
Palazzo Spada, via delle Terme - prossima apertura
• Casa romana - via Visiale
orari: 10.30 - 13.00 / 15.00 - 18.30 (chiuso il martedì)
• Galleria civica d'Arte moderna
Palazzo Collicola, Piazza Collicola
.
dal 15 Ottobre al 15 Marzo chiusura il Martedì ed i giorni 25/12 e 1/1 -
orari: 10:30-13:00 14:30-17:00 -
. dal 16 Marzo al 14 Ottobre aperto tutti i
giorni -
orari: 10:30 - 13:00 / 15:00 - 18:30
• Museo Diocesano e Chiesa di S.Eufemia
Via Aurelio Saffi, 13 -
orari: 10.00 - 12.30 / 15.30 - 19.00
• Museo Archeologico e Teatro Romano
Via S. Agata -
orari: 9.00 - 19.00
|